SEO: i Cambiamenti di Google Secondo SEOmoz Rapporto 2011

Un sondaggio a cui hanno preso parte 132 professionisti, una grande indagine automatizzata sulla correlazione fra fattori e posizionamento effettivo, effettuata su una base di 10.271 keywords: su questi dati si basava il keynote che Rand Fishkin di SEOmoz ha presentato al SMX Elite di Sydney il mese scorso. Una versione iniziale dei tradizionali “Search Engine Ranking Factors”, documento di riferimento per la comunità SEO internazionale.

I dati emersi quest’anno risultano particolarmente interessanti e aprono altrettanto interessanti prospettive in campo applicativo nel miglioramento del ranking su Google e nell’aumento del traffico tramite il macro-segmento della Search.

Rand Fishkin, in apertura alla sua presentazione, specifica due dati di fatto fondamentali: la parte “sondaggistica”, a cui hanno preso parte i 132 SEO, è ovviamente imprecisa (si tratta di persone che sperimentano e lavorano in questo campo ma che non possono conoscere precisamente come sono strutturati gli algoritmi di ranking di Google), mentre la parte di correlazione fattori/posizionamento non implica obbligatoriamente una dipendenza del posizionamento da un certo dato: potrebbe benissimo succedere che le pagine in cima alle ricerche di Google, data la loro ottima visibilità, assumano un valore positivo per quel dato fattore. L’esempio lampante sta nel caso “Facebook e Ranking” su cui si studia e si discute da diversi mesi, anche qui in Italia, dove se ne è parlato a convegni e su blog.

Il numero di condivisioni e likes su Facebook influenza in modo diretto il posizionamento su Google? O molto più semplicemente i risultati ben posizionati ottengono una grande quantità dal motore di ricerca e, conseguentemente, una risposta enorme sul Social Network ormai adottato da gran parte della popolazione?

La ricerca descrive un quadro in cui i links perdono lentamente valore e nel quale la qualità e la diversità degli stessi vale molto di più della semplice quantità; molto interessante inoltre una risposta giunta in massa che vede i links con anchor text parzialmente correlato più utili di quelli che corrispondono alla parola chiave su cui si punta.

Sul versante dei fattori strettamente On-Page la discussione si focalizza invece sulla qualità dei documenti più corposi e lunghi, che sembrano essere preferiti, e sul fatto che i documenti con URLs e titoli troppo lunghi si posizionino con maggior difficoltà.

Si arriva infine all’argomento che tutti aspettavano: l’influenza diretta che i Social dovrebbero avere sul posizionamento organico. Ormai sembra certo che l’affermazione, nella sua accezione più generale, sia vera; vengono fuori però dettagli ancor più interessanti.

Facebook dovrebbe essere per esempio più influente di Twitter, al contrario di quanto sostenuto da molti, che hanno riscontrato risultati sorprendenti con il social di microblogging; in questo caso la critica però risulta veramente molto semplice: se è difficile determinare se il ranking è influenzato dai social nel loro complesso senza che l’analisi sia affetta da errori causalità/correlazione, come è possibile addirittura scendere nel dettaglio confrontando due Social Network?

Comunque sia è chiaro che lo studio della SEO nei prossimi mesi dovrà essere senza dubbio indirizzato verso una determinazione più precisa dei fattori collegati alle amicizie e alle reti sociali: quali sono i parametri di valutazione usati da Google? Qual’è il peso che viene dato da ognuno di essi?

In chiusura, sembra che sia stata accertata anche un’altra teoria di cui in Italia si parla da mesi: un profilo links naturale è costituito sia da collegamenti follow che nofollow e a Mountain View lo sanno; tramite questa nuova indagine in SEOmoz ci si avvicina finalmente alla parziale sicurezza su questo versante e sarà una cosa di cui tutti i SEO dovrebbero finalmente iniziare a tener conto.

Google si avvicina sempre di più al suo obbiettivo di fornire all’utente il contenuto veramente di qualità, in questo modo il compito del SEO diventa sempre più quello di analizzare, testare e lanciare reali campagne di Web Marketing.. l’alone mistico e odiato della Black Hat si allontana a piccoli passi e prima o poi ce ne separeremo, in un’ottica di un web più fruibile e a misura d’uomo.

Paolo Dello Vicario – SEO Point

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    Un sondaggio a cui hanno preso parte 132 professionisti, una grande indagine automatizzata sulla correlazione fra fattori e posizionamento effettivo, effettuata su una base di 10.271 keywords: su questi dati si basava il keynote che Rand Fishkin di SEOmoz ha presentato al SMX Elite di Sydney il mese scorso. Una versione iniziale dei tradizionali “Search Engine Ranking Factors”, documento di riferimento per la comunità SEO internazionale.

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