Il “TRUSTRANK”

Le ere Internet sono scandite non più da periodi transitori che nel non-internet duravano … secoli nell’antichità, decenni nel 20° secolo e anni (o forse già mesi) nel nostro III° millennio … Il passaggio da un’era all’altra nella rete è piuttosto una rivoluzione che relega alla preistoria ciò che era valido sino a ieri e spinge e costringe tutti al futuro … in particolare quando le ere in questione sono determinate da ‘Mister G’, il Signor Google.

Cos’é il “TrustRank”?

TrustRank™ è un marchio registrato da Google inc. nel marzo del 2005 e rappresenta l’evoluzione del PageRank™: non più un calcolo puramente numerico del numero dei link in entrata ma la valutazione del valore dei link come propagazione del “trust” (fiducia) da siti considerati attendibili, forti e degni di trust appunto. Quanto più ci si allontana nel link-flow dalla fonte attendibile tanto più il trust si deteriora.

Il principio su cui si fonda la valutazione del trust è semplice: un sito “buono“ non linka a risorse cattive e spammose pertanto le pagine linkate da esso acquistano parte del trust del sito “buono”; allo stesso modo si assume che un sito “cattivo” sia collegato ad altre pagine che acquisiscono da esso il “distrust”. A differenza che in passato quando i calcoli del PageRank avvenivano ( e ancora è così) in modo pressoché automatico, per la distinzione dei siti fra buoni e cattivi Google si affida agli Oracoli o “Quality Raters”, persone in carne ed ossa chiamati a valutare fra circa 30.000 “seeds”. I Seeds sono siti di una certa dimensione scelti da Google in base a caratteristiche non conosciute esattamente (almeno da me) ma comunque definiti “hubs” cioè punti centrali, siti con elevata propagazione dei link, dei quali non si conosce a priori il Trust/Distrust . Il lavoro degli oracoli consiste nella valutazione di tali siti e dell’attribuzione del Trust (valore 1) o Distrust ( valore 0) nonché alla stesura di modelli di pagine spam e di pagine buone; i dati raccolti hanno consentito l’elaborazione di algoritmi che identificano le pagine di tutti i siti archiviati sulle basi della precedente classificazione umana.

Se da un lato possiamo certamente assumere che i parametri di valutazione dei quality raters abbiano dato risultati attendibili e che quindi i siti “promossi” siano effettivamente siti “trust”, (degni di fiducia, ricchi di contenuti, user friendly) dall’altro dobbiamo sperare che la trasposizione delle valutazioni umane sulla compilazione degli algoritmi per individuare pagine sulle base dei modelli creati (positivi/trust o negativi/distrust) siano altrettanto certi. Verificato ciò ( non possiamo escludere che ci siano eccezioni, anche di un certo rilievo ma dobbiamo riconoscere a ‘Mister G’ di saperci fare … e molto!) dobbiamo trarre la conclusione che Google sta operando in maniera da “costringere” i SEO a comportamenti più che etici e a mettere quotidianamente in pratica la raccomandazione base che un webmaster della prima era internet ha sempre conosciuto ( ..e spesso misconosciuto):

Non pensare di fare un sito per piacere ai motori, fallo per piacere ai visitatori! …

Mai come oggi – era del social networking – consiglio è stato più saggio.

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